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Un bimbo....la vita....

In un mondo che spesso appare cinico e privo di valori, la breve esistenza di Charlie Gard ha manifestato tutta la sua dirompenza. 

La logica di morte che spesso accompagna quei filoni di pensiero che promuovono, ad esempio l'eutanasia, di fronte a "giganti" dell'amore come i genitori di Charlie, è apparsa nella sua vera dimensione nichilista. Un nichilismo - ammantato da buonismo e da pietismo - che con troppa frequenza  pervade larghi strati sociali, facendo emergere quel rifiuto del dolore, che penetra diffusamente un occidente  con una cultura edonistica diffusa.

E' la cultura che sempre di più permea le famiglie, i posti di lavoro, le organizzazioni sociali e politiche, e chi più ne ha più ne metta. 

Charlie ha dimostrato come quella cultura è una cultura perdente, una cultura che non riesce a sopprimere la voglia di vivere e di far vivere. 

Quel bambino ha mostrato quanto il dolore e la morte possano essere e sono, le vie per la crescita individuale e collettiva etica di intere comunità.

La difesa di un bambino inerme ha mobilitato persone, associazioni, istituzioni, dimostrando come il bene e il germe della vita non  saranno mai soffocati da cinismo e nichilismo.

Ma questa vicenda, che ha tenuto in sospeso gli animi per settimane, ha dimostrato anche come a volte la scienza e la legge entrano in conflitto con l'etica individuale e collettiva.

Quando ciò accade, l'ultima parola spetta alla coscienza di ognuno, nella convinzione che la vita è il bene più grande che ognuno possiede e che l'egoismo personale non può essere la stella polare che ci guida.


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Commenti (1)

  • anita Rispondi

    la scienza e la legge entrano in conflitto con l\'etica individuale e collettiva......\r\npurtroppo.....\r\nproprio vero....hai ragione...\r\nBravo...

    Luglio 30, 2017 23:09

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