PENSIERI E PAROLE


Agire

La modalità dell’avere ha certamente elementi positivi; essa svela il bisogno insito nella persona di espandersi e di disporre di strumenti.

Ma là dove l’avere sembra esprimere tutta la sua forza solo radicandosi in un «Io» assoluto come l’ultima manifestazione della propria identità, allora nasce la conclusione: Io sono in quanto ho; ciò che ho – denaro, prestigio, potere, influenza – è ciò che mi qualifica, che mi fa semplicemente essere.

Agire è più che acquistare potere, è più che dominare ed è più che possedere; è scrivere la pagina della propria libertà e della propria dignità sul terreno duro dei processi storici.

Allora, la vita delle persone, il loro incontro e il loro comunicare si aprono alla questione dei significati ultimi.

Al di là dell’autonomia e del potere, si fa strada lo spazio della libertà, la possibilità del riconoscimento dell’altro, del dono di sé.

E così, soltanto così, si supera la cattiva coscienza di un egocentrismo che rimanda sempre oltre, verso un godimento effimero, verso un tempo libero, concepito come pura evasione.

Tutto ciò tradisce la convinzione che di fatto il tempo del lavoro e dei processi economici sia un tempo di condizionamenti e di prigionia.

L’uomo è se stesso solo se può esserlo in ogni momento della sua attività e in ogni dimensione della sua personalità.

Carlo Maria Martini



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